Tremo, sudo, il cuore batte forte, mi fa male il petto, ho nausea, vertigini: chissà se sopravviverò! L’unica cosa che posso fare è piangere, aspettando il peggio.


Di cosa si tratta

Gli attacchi di panico o crisi d’ansia sono episodi di improvvisa e intensa paura accompagnati da palpitazioni, sudorazione improvvisa, tremore, senso di soffocamento, dolore al petto ecc… sensazioni che provocano paura di un malore ben peggiore e quindi di morire o di impazzire.

Spesso gli attacchi di panico sono accompagnati da agorafobia, cioè dalla paura di trovarsi in luoghi in cui sarebbe difficile essere soccorsi in caso di un attacco di panico.

L’insieme di questi due disturbi limita sensibilmente la libertà del soggetto che diviene incapace di rimanere da solo o di guidare tranquillamente: diventa dunque dipendente dagli altri, con possibile conseguenze depressive secondarie.

Come riconoscere i sintomi

Il soggetto in preda ad un attacco di panico ha l’impressione di impazzire o addirittura di morire. I sintomi, infatti, per intensità e similitudine lasciano pensare di essere stati colpiti da un malore molto più grave: infarto o simile.

  • Difficoltà a respirare
  • Tachicardia
  • Dolori al petto
  • Senso di nausea e vertigini
  • Sudorazione
  • Formicolio alle mani e al viso.

Come intervenire

La terapia più efficace e più breve è la cognitico comportamentale: si tratta di incontri solitamente a cadenza settimanale, volti ad individuare metodi e tecniche per la gestione dello stress che provoca l’attacco di panico, con la consapevolezza che i sintomi fisici non provocheranno nulla di ciò che si teme (infarti o simili) e quindi a controllare la paura che ne deriva fino a portare il paziente ad affrontare le situazioni solitamente evitate.