Ho l’impressione che il mio bambino abbia un problema. C’è qualcosa che non va. Come faccio a riconoscerlo e ad affrontarlo?


Di cosa si tratta

Dopo la raccolta di informazioni acquisite dai genitori, dagli insegnanti e dai soggetti vicini al minore, finalizzata a comprendere il funzionamento/adattamento del bambino ai vari ambienti di vita quali scuola, famiglia, vita sociale ecc… Si procede alla valutazione diretta: livello cognitivo e psicomotorio, linguistico e comunicativo, affettivo e relazionale. La valutazione avviene attraverso colloqui, test proiettivi/psicologici, osservazione del gioco e dell’interazione bimbo/genitori.

Come riconoscere i sintomi

I sintomi di un possibile problema possono andare dalla semplice timidezza all’ansia da separazione, dal disturbo del sonno alla balbuzie, dal mutismo selettivo al disturbo nutrizionale. Un comportamento non convenzionale lungamente protratto nel tempo è sicuramente da affrontare piuttosto che da ignorare aspettando che migliori.

 

Come intervenire

La Terapia Cognitivo Comportamentale interviene su due ambiti:

      • Il trattamento: esplora i modi distorti di pensare e ne rettifica l’interpretazione, migliorando la qualità di vita del bambino.
      • La prevenzione: la psico-educazione sviluppa la capacità di proteggersi tramite l’autocontrollo, l’espressione dei bisogni e dei sentimenti, il problem solving, la tolleranza alla frustrazione ecc…

La terapia coinvolge poi i genitori che hanno il compito di potenziare le capacità relazionali e comunicative con i figli.